Anima Gitana

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La mia anima è in cammino. Gitana corre là, dove la roccia è acqua.

Anima Gitana – appunti di viaggio è un suono; il suono di labbra che si baciano in vicolo degli Amanti, di spari di un plotone d’esecuzione. È il suono del gocciolare lento del tempo che scorre e si riavvolge, ciclico, portando alla luce vecchi e nuovi amori, emozioni perdute e mai dimenticate, la dolcezza del primo bacio e il dolore della perdita. È il suono di un’anima che cammina tra i versi a metrica libera, cercando e trovando se stessa nell’incanto delle parole, scivolando con grazia e fluidità tra le tenere poesie d’amore, l’indignazione sociale, i piccoli piaceri della vita e le parole nella lingua napoletana, atte a raccontare i momenti più privati e gli elementi del quotidiano.
Sfruttando la forza evocativa delle parole e della semplicità che accompagna i componimenti, la poesia di Romano si spoglia di orpelli, di termini ricercati e pomposi, di facezie linguistiche, per parlare direttamente al cuore del lettore. Con i testi che spaziano da piccole raccolte disordinate di poesie ermetiche come: “Frammento”, “Quadretto notturno” e “Amore”, a luoghi ricorrenti, ai fatti storici, ad argomenti di attualità, per concludersi con un saluto amichevole al lettore, dai toni familiari, casalinghi e l’invito un po’ malinconico a incontrarsi tra i cieli intermedi a parlare “del più e del meno”.

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Descrizione

L’Autore

Salvatore Romano è nato a Napoli nel 1957 e risiede a Verona.
Nasce ottimino, anche se per lungo tempo non è stato per niente ottimista. Fin da bambino si diverte a incollare le parole l’una all’altra, giocando a fare il poeta. Per tantissimi anni ha dormito nella stanza accanto alla letteratura, risparmiando sull’inchiostro e sulla carta, poi, improvvisamente, per quelle casualità che sembrano non avere causa, si è messo di nuovo a scrivere (sarà stato perché il PC ha preso il posto della penna e della carta?). Da vivo non gli va molto di parlare di sé (sarà perché da studente le biografie che leggeva erano tutte di persone morte?), quindi ne riparleremo tra vent’anni almeno.
Il 10 ottobre del 2016, con decreto del Presidente della Repubblica, gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, cosa di cui va molto orgoglioso.


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